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Cineasti contemporanei





SPIKE LEE: è il cinema nero
"Sono un uomo di colore e voglio fare i film sulla gente di colore"


Così come esiste un cinema americano, francese, italiano o tedesco, esiste anche un cinema nero, ed il suo maggior rappresentante è Spike Lee (USA, 1958), un regista nero per film dedicati ai neri. Prima di lui, salvo qualche eccezione, le pellicole che raccontavano le storie di afro-americani erano firmate esclusivamente da autori bianchi. Spike Lee è il primo cineasta nero che filma la cultura e soprattutto le problematiche degli uomini di colore; a riguardo sostiene che i suoi protagonisti sono più poveri che mai e le poche eccezioni che hanno fatto fortuna (Michael Jordan e Michael Jackson per esempio), peggiorano soltanto la situazione istigando nei pensieri dei mass-media una parità di opportunità sociali che non esiste. In virtù di questo messaggio senza ombra di dubbio politico e, naturalmente, delle spiccate doti registiche, è stato consacrato come uno degli autori più importanti ed influenti degli ultimi dieci anni.

Il suo unico modello è Martin Scorsese che tanto ha fatto per raccontare le beghe degli italo-americani di New York. Allora Spike Lee è lo Scorsese dei neri. Nel raccontare i "suoi" afro-americani analizza con sincerità, spietatezza ed ironia la minoranza povera ed emarginata della società statunitense che vive di continui scontri razziali che, nel caso classico di New York è tra neri, italiani e anche ebrei. Ciò che interessa al regista quindi è la convivenza etnica, e per mezzo di questo si inventa una cinematografia originale che riscuote un meritato successo in tutto il mondo della celluloide.

Dopo aver conseguito il Diplomato in Comunicazione di Massa nel 1978, realizza come saggio della Scuola di Cinematografia dell'Università di New York: "Joe's Bed-Stuy Barbershop: We Cut Heads", Premio Oscar per studenti di cinematografia (Student Academy Award), girato con le attrezzature della scuola e pochi soldi. L'opera di Spike Lee si contraddistingue per un completo ed esasperato controllo personale di tutte le fasi della realizzazione. Nei primi cinque film ha avuto diritto al montaggio finale, ma è stato anche soggettista, sceneggiatore, produttore e naturalmente regista... con unico estraneo allo staff di se stesso il padre Bill (noto jazzista) alle musiche! E non è finita, è presente in tutti i film come attore in piccole parti chiave. Il successivo "Lola Darling", Premio della Giovinezza a Cannes, girato in dodici giorni con pochi soldi (sedici millimetri gonfiato successivamente a trentacinque), è opera in bianco e nero che conferma la nascita di un nuovo talento.

Il terzo lavoro: "Aule turbolente" (School Daze), mette il dito nella piaga; Lee si inventa un cinema neorealista nero distante anni luce da quello di Steven Spielberg de "Il colore viola". È poi la volta nel 1989 di "Fa' la cosa giusta", premio dei critici di Los Angeles; cattivo più che mai nell'esibire l'esasperante condizione dei neri d'America, al punto che il regista è stato accusato di istigare la ribellione per mezzo della violenza. Più rilassato è "Mo' Better Blues", un film musicale tributo alla cultura nera che è il jazz, un regalo al padre Bill, bassista-compositore jazz, così importante nella formazione del regista. Nel successivo "Jungle Fever", l'argomento è il matrimonio tra razze diverse con conseguenti complicazioni di carattere sociale.

È il 1992 quando Spike Lee realizza il suo film più impegnativo: "Malcom X", tre ore e ventuno minuti di durata per un opera che viene definita da lui stesso una lezione di storia, e dal quotidiano La Repubblica:"biografia autorizzata, enciclopedia audiovisiva"; insomma, una pellicola per la glorificazione dell'eroe Malcom X. Nel 1994 è la volta di "Crooklyn", distribuito in Italia solo in videocassetta a causa del totale fiasco commerciale, in realtà è un film apprezzabile girato sui soliti argomenti preferiti dal regista americano. Durante il 1995 Martin Scorsese avrebbe dovuto dirigere "Clockers" ma, impegnato nelle riprese di "Casinò", ha offerto a Spike Lee la regia e la co-produzione. Il soggettista-sceneggiatore Richard Price per rendere il più possibile credibile, ma soprattutto incisiva la storia, ha effettuato due anni di ricerche frequentando gli ambienti descritti nel film; non c'è che dire un grande film merito dell'accoppiata Scorsese-Lee che rappresenta il neorealismo cinematografico degli italo-afroamericani. "Girl 6", è un viaggio nel mondo dei telefoni erotici. Insomma Spike Lee si realizza attraverso una cinematografia stimolante e ricercata ma, dal punto di vista politico, scomoda. Oggi, autore di successo, tra un film e l'altro produce video musicali e spot pubblicitari; la sua società di produzione ha istituito corsi e borse di studio e il regista prende nuovi apprendisti per ogni lavoro, inoltre possiede una casa discografica ed una catena di negozi a suo nome.



Filmografia:

"Joe's Bed-Stuy Barbershop: We Cut Heads", 1983;
"Lola Darling", 1986;
"Aule turbolente"(School Daze), 1988;
"Fa' la cosa giusta", 1989;
"Mo' Better Blues", 1990;
"Jungle Fever", 1991;
"Malcom X", 1992;
"Crooklyn", 1994;
"Clockers", 1995;
"Girl 6 - Sesso in linea", 1996;
"Bus - in viaggio", 1997;
"Subway Stories: Tales from the Underground", film per la tv,1997;
"He Got Game", 1998;
"S.O.S. Summer of Sam - Panico a New York", 1999;
"Bamboozled", 2000;
"La 25a ora", 2002;
"Ten minutes older: the trumpet", solo episodio "We Wuz Robbed", 1998;
"Lei mi odia", 2004;
"Sucker Free City", 2004.


Antologia di registi di colore, consigliati per l'intelligenza e l'originalità delle proprie opere:
Robert Townsend; Melvin Van Peebles; Haile Gerima; Charles Burnett; Larry Clark; Julie Dash.




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